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Sala 1
“Questo mondo si può dir nuovo…”
….e quello vecchio?
Rappresentato in un cerchio, circondato dal grande fiume Oceano, è diviso in tre parti dal mare interno a formare il simbolo sacro della Tau. Solo tre i continenti: Europa, Africa e Asia, disegnata verso l’alto, perché lì si trova il Paradiso terrestre.
Tutto cambia nel 1492 per un errore, quello compiuto da Cristoforo Colombo: aveva sottovalutato quanta distanza ci fosse dal Mediterraneo al Giappone, ma proprio grazie a questo errore, che faceva sembrare l’impresa più facile, trovò finanziatori.
Sono i portoghesi e gli spagnoli che puntano verso rotte sconosciute: a sud verso l’Africa, ad ovest verso le Indie. È l’esordio di un inarrestabile processo: la prima globalizzazione, in senso moderno. L’Europa investe energia, uomini, denaro inseguendo conoscenze e guadagni.
Il nuovo riserva sorprese: altri popoli, altre religioni, altri costumi, una natura splendida e ricca da sfruttare.
Nel vecchio continente, al cui interno ribollono antagonismi politici, tensioni culturali, lotte religiose, fioriscono le arti, si sviluppa la scienza e la stampa favorisce la circolazione delle idee.
In un’Italia divisa, palcoscenico di lotte di supremazia internazionali, Venezia mantiene un ruolo egemone sul suo “Stato da terra”.
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